Saggi - La città di Treviso e provincia


 

Le mura rinascimentali di Treviso: il torrione di San Paolo

 

di Simone Piaser

     
 
Fotografia d'epoca del torrione di S. Paolo con le vecchie chiuse Fotografia recente del torrione S. Paolo
 
     
 

Quando si parla delle mura della nostra città, la prima cosa che ci viene in mente sono i tratti della cortina muraria che possiamo notare ancor oggi percorrendo la circonvallazione esterna o passeggiando sopra il terrapieno all'ombra degli ottocenteschi ippocastani.
In realtà, l'originario sistema fortificato era molto più complesso, in quanto composto da una serie di elementi difensivi che hanno reso possibile la realizzazione di un'autentica roccaforte inespugnabile. Uno degli elementi fondamentali di difesa era sicuramente costituito dall'ingegnoso sistema idraulico progettato da Giovanni da Verona, meglio conosciuto come Fra Giocondo. 
L'ambizioso e riuscito progetto consisteva nell'installazione di opportuni sostegni idraulici posizionati nei punti strategici dei corsi d'acqua che, sfruttando la notevole portata del Sile e del Botteniga, al momento opportuno venivano chiusi mediante delle cataratte (le moderne paratoie), fino allo straripamento dell'acqua stessa dall'alveo naturale verso le campagne circostanti, rendendo così vano ogni tentativo d'assedio alla città.

Per il sollevamento delle acque del Sile, furono realizzate delle chiuse al ponte di San Martino e sul tratto finale della Polveriera, di fronte al bastione San Paolo. Quest'ultime, sebbene restaurate più volte nel corso dei secoli, vennero demolite nel 1949 e sostituite con un banale sostegno in calcestruzzo armato, il quale tuttavia ci dà ancora l'idea dei dislivelli idraulici creati all'epoca. Tuttavia, in caso di attacco fluviale, gli stessi corsi d'acqua potevano creare dei punti deboli in corrispondenza dei varchi sulle mura.
Vennero  quindi  realizzati  degli  sbarramenti per impedire o rallentare notevolmente il percorso delle imbarcazioni: le possenti arcate del Ponte de Pria furono sbarrate con pesanti grate parzialmente ancora conservate, mentre presso l'ingresso e l'uscita del Sile in città si costruirono delle "pallade" composte da pali in rovere collegati con pesanti carene.
La stessa cortina muraria fornisce un supporto difensivo non indifferente grazie alla strategica predisposizione di imponenti bastioni, come quello di S. Paolo, progettati per ospitare le postazioni d'artiglieria alla sommità del terrapieno e all'interno di casematte sotterranee.
La cannoniera occidentale del bastione di San Paolo, attualmente interrata a causa di una frana del terrapieno sovrastante, garantiva la copertura del tratto di mura fino a porta Altinia. 

Alla base del torrione, a valle delle vecchie chiuse del canale, sono ancora parzialmente visibili due aperture collegate tra loro da un cunicolo ricavato all'interno della muratura, probabilmente utilizzato come rifugio antiaereo durante gli ultimi conflitti bellici. Al termine della curvatura del torrione, una muratura di tamponamento con mattoni disposti a spina di pesce nasconde l'apertura di una cannoniera ancora ben conservata. Un'ulteriore bocca di fuoco murata è ben visibile in corrispondenza del breve tratto di mura collegato al bastione.
Entrambe le cannoniere garantivano il fiancheggiamento della cortina muraria fino al successivo torrione d'angolo di Santa Sofia.
Per meglio proteggere il punto debole della cinta difensiva le mura rientrano per un tratto all'interno della città, fiancheggiando il corso d'acqua che costeggia l'ex complesso conventuale omonimo.
La copertura del tratto di fiume è garantita dalla presenza di una coppia di cannoniere, ancora visibili ma non più agibili a causa del crollo delle rispettive coperture, alle quali corrispondeva dalla parte opposta del fiume un'altra postazione d'artiglieria, sostituita nell'ottocento dal nuovo dazio doganale, il quale ha avuto il privilegio, grazie alla mano alpina, di inaugurare la felice fase del recupero di questo imponente monumento cittadino.

 
     
 

 
 

Chiudi


Via Tasso-Piazza Garibaldi Treviso - Tel. 0422 546161- Fax 0422 571837

Per informazioni: portellosile@libero.it