Saggi - La città di Treviso e provincia


 

Il Ponte Dante

 

di Serenella Perotti Passerini

 
 

 
 

Studio Ferretto, Treviso, Il Sile a Ponte Dante, 1910 ca.

 
     
 

Lascio il Portello Sile alle mie spalle e percorro lentamente la passeggiata lungo il fiume dirigendomi verso il Ponte Dante. L'aria è frizzante, ma piacevole.
Il sole riflette sulla facciata degli antichi edifìci una luce bianca, quasi irreale. Una brezza leggera così rara a Treviso, si diverte a giocare con le foglie degli alberi che si specchiano civettuole nell'acqua del fiume; le chiome si piegano leggermente, ora qua, ora là, in un gioco senza tempo, di luce e di silenzio, con il sole.
L'acqua scorre verde, mille lamelle d'oro si rincorrono increspandosi nell'onda leggera, nel flusso delle correnti, nelle anse leggermente curvate.
Chissà dove si perderanno...
Un cigno regale nel candore del suo portamento si avvicina, allunga il collo, tuffa il becco in acqua e riappare soddisfatto; con orgoglio ripulisce le piume candide... Mi ignora, troppo preso dalle sue pacate pratiche vitali e troppo lontano dal mio mondo...
Una fetta di ciclo azzurro, gabbianelle in volo radente e strisciato sull'acqua... Godo di un momento di rara serenità.
Qui, dentro la città, natura e cuore si fondono in un unico misterioso incanto... E' questa la magia di Treviso, unica, irripetibile, per quante città tu possa girare e conoscere...
Qui solamente si coglie una rara alchimia che rischiara l'animo ed induce a pensieri che vanno oltre il tempo... In un passato altrettanto magico e coinvolgente.

 
     
 

 
 

Giuseppe Ferretto
" Festa di inugurazione del monumento sul Ponte Dante"
 14 maggio 1865

 
     
 

Qui il Tempo non ha perduto la sua Storia; la memoria del passato è viva nelle pietre bianche delle case, negli alberi secolari, nell'acciottolato delle strade, nell'acqua cheta che continua a dare vita alla città scorrendo... scorrendo... da millenni. Il Ponte Dante sovrasta il punto "Dove Sile e Cagnan s'accompagna" (1); anche questo un luogo magico, talmente bello e particolare che in esso il Poeta ravvisa la caratteristica della città tutta; citando il breve tratto d'acque, intende nominare la città intera. Qui, al confluire delle acque dei due fiumi, si alzano i tre archi di pietra rossiccia frammista a
candidi intagli di pietra d'Istria, allungandosi ai lati con archi minori che vanno a morire negli argini erbosi. Una teoria di colonnine marmoree si diparte dai due lati e fiancheggia la riviera Margherita delimitando la strada attraverso una serie ripetuta di "balconate" in ferro battuto, eleganti e snelle, simili, con il loro movimento serpentino, al lento fluire delle acque del Sile.
Di questo angolo di Treviso e della Marca Trevigiana il Poeta Divino narra nel IX canto del Paradiso dove incontra l'anima parlante di Cunizza da Romano (2) che a lui si rivela ed inveisce violentemente contro la corruzione degli abitanti della Marca Trevigiana, profetizzando sciagure che colpiranno Padova, Vicenza e Treviso... (3).  è la storia oscura di quel tempo.

 
     
 

 
 

Giuseppe Ferretto, Treviso, "Riviera del Sile", 1872

 
     
 

"In quella parte della terra prava italica che siede tra Rialto e le fontane di Brenta e Piava..." (4) Dante Alighieri fu tra il 1304 ed il 1306, ospite del "buon Gherardo" da Camino (5), padre di quel "Tal" crudele Ricciardo che "signoreggia e va con la testa alta"(6) tiranneggiando Treviso, fino al 1312, anno della sua morte violenta.
Al buon governo di Gherardo ha fatto seguito l'efferato governo di Ricciardo, "di dolce seme amaro frutto"(6).
Così, come spesso avviene nella storia, i governanti che succedono non fanno tesoro della saggezza di coloro che li hanno preceduti; spinti dalla sete di potere e dalla vanagloria, tiranneggiano le popolazioni, alimentano i vizi, la violenza e la vita peccaminosa del volgo ignorante ed ostinato nel male. Per questi tiranni non c'è scampo, come per "le genti crude al dover" (7).
Il Poeta, sdegnato per la corruzione degli uomini del suo tempo, esalta la virtù, la vita onesta, l'agire per il bene, il vivere per lasciare buona fama di sé sulla terra... Valori fondanti del vivere civile, del buon governo, della pacifica convivenza.
Proprio per celebrare il Divino Poeta, nel maggio del 1865, in occasione del sesto centenario della nascita di Dante Alighieri, l'Ateneo Trevigiano si fa promotore di una iniziativa importante "Degna del nazionale consorzio... Erigere sul ponte, quindi innanzi di Dante, che attraversa il Cagnano al punto preciso del suo sbocco sul Sile, un ornato monumento col suespresso verso scolpito sotto il medaglione, in cui il celebre nostro scultore Borro modella l'effigie del divino poeta che ebbe fra noi ospitalità, e quindi cittadinanza... Il Rev.Capitolo inaugurerà nella propria biblioteca con bella avventura ricomposto il sarcofago di Pietro di Dante Alighieri, le cui ossa erano deposte nella anticha e già soppressa chiesa di Santa Margherita..."
Il ponte, ricostruito in quello stesso anno dall'ingegnere Gaspare Petrovich viene denominato Ponte di Dante con decreto del giorno 8 maggio 1865.
All'inaugurazione del monumento, avvenuta il 14 maggio del 1865 partecipa tutta la città.
Alla celebrazione si affiancano varie altre manifestazioni tra cui la lettura di vari testi danteschi nella sala della Società Filodrammatica, alla presenza del soci dell'Ateneo e di numerosa popolazione (8).
Le foto dell'epoca (9) ci mostrano le strade adiacenti il ponte ed il ponte stesso pieni di gente; le finestre delle case spalancate sull'avvenimento. Il monumento appena posizionato spicca nel candore della sua pietra tra uomini e donne in abiti scuri.
Sullo sfondo, ancora, una serie di case; più in alto, in lontananza, le torri civiche a custodia della città e dei suoi abitanti; in primo piano il placido fiume; brillano le acque sotto i riflessi della luce; le tre arcate centrali del ponte si distendono armoniosamente sul fiume, accolgono le acque del Cagnan e le cedono al placido Sile.
Sembra una buona giornata, di quelle animate da comuni ideali.
Più in alto il cielo, che immaginiamo sereno, disteso in una magica luce che fonde, in rara armonia, i colori più belli.

 
     
  (1) Paradiso, IX,49
(2) Cunizza da Romano, figlia di Ezzelino II e sorella del crudele tiranno Ezzelino ffl da Romano, nata alla fine del secolo XII
(3) Paradiso, IX,29-63
(4) Paradiso IX, 25-27
(5) Purgatorio, XVI, 12
(6) Paradiso, IX,50
(7) Paradiso, VIII,93
(8) Paradiso, IX, 48
(9) Cfr. Ateneo di Treviso, Solenne tornata del sesto centenario di Dante. 14 maggio 1865, Treviso, stab. tip. Andreola-Medesin, 1865
(10) Giuseppe Ferretto, Festa d'inaugurazione del Monumento sul Ponte di Dante", 14 maggio 1865
(11) Per le citazioni sulla Divina Commedia cfr Dante Alighieri, La Divina Commedia, SEI-Torino
 
     
 

 
 

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