Saggi - La città di Treviso e provincia


 

Gli strumenti storici a Treviso

 

di Riccardo Moscatelli

 
 

 
     
 

La città di Treviso, come peraltro tutta la Marca, conserva un inestimabile patrimonio di Organi storici del XVIII e del XIX secolo, opera di celebri organari che hanno lasciato veri e propri capolavori di arte organaria.
Tra questi artisti possiamo ricordare Jacomello degli Organi con bottega a San Leonardo, Mastro Lorenzo dai organi. Frate Niccolò de Alemagna, Vincenzo Colonna, fino ad arrivare nel 1750 al grande Pietro Nacchini che costruì l'organo della Chiesa della Croce che tutt'oggi possiamo ammirare ed ascoltare.
Lo strumento è giunto fino ai nostri giorni pressoché inalterato, indenne dalle riforme cui spesso gli organi sette-ottocenteschi venivano sottoposti perché fossero adeguati ai cambi dì gusto e alle nuove esigenze esecutive. Abbandonato dopo l'ultima guerra ebbe un primo restauro nel 1971 e nel 1994 è stato restaurato da Francesco Zanin di Codroipo con intervento della Fondazione Cassamarca.
Pietro Nacchni creò le premesse per costituire una Scuola veneta con le opere di Gaetano Callido, De Lorenzi, Dacci, Moscatelli, Barbini e tanti altri.
Gaetano Callido costruì ben 430 organi e la sua attività si estese in tutte le regioni della costa adriatica e del Mediterraneo. Ben 11 furono gli strumenti costruiti per la sola città di Treviso fra il 1769 e il 1793 e cinque di questi sono tuttora perfettamente conservati e funzionanti.
L'organo più significativo di Callido è custodito nel Tempio monumentale di San Nicolo; costituito da due corpi d'organo comandati da due tastiere fu compiuto in due tempi: il Grand'organo (Organo primo) per la Pasqua del 1778, il Positivo laterale (Organo secondo) nell'anno successivo. L'organo è collocato su una cantoria in legno e nella cassa costruita da Antonio Palma per il precedente organo cinquecentesco.
Sempre di Callido gli organi della chiesa di San Leonardo del 1787, giunto integro fino ai giorni nostri e danneggiato in maniera considerevole da un incendio, ma restaurato nel 1996 è ritornato perfettamente efficiente con le qualità sonore e timbriche di origine; di San Gaetano del 1770; di San Gregorio del 1769; di Sant'Ambrogio di Fiera del 1779.
In un territorio dominato dalla presenza di organi di Scuola Veneta, un organo di Scuola Lombarda è una novità.
L'organo Serassi di Sant'Agostino fu costruito nel 1858 e il rivolgersi ad un organare lombardo fu forse influenzato dalla presenza in quella chiesa dell'Ordine religioso Somasco che in Lombardia ha le sue radici. Lo strumento si presenta diverso nel quadro fonico dalla essenziale razionalità della tradizione organaria veneta ed è ricco di registri di colore.
Costruito da Beniamino Zanin nel 1888 l'organo della Chiesa di S. Maria Maddalena, danneggiato da una bomba austriaca nel 1917; subì poi profonde modifiche in vari interventi succedutisi fra le due guerre, con il restauro operato da Francesco Zanin di Codroipo discendente dello stesso Beniamino, ha ripreso l'aspetto originario sia nella fonica sia nella struttura.
Organo costruito nel 1845 da Giovan Battista De Lorenzi quello custodito nella Chiesa di Sant'Elena Imperatrice a Monigo. L'interesse degli strumenti di De Lorenzi, oltre alle indiscusse qualità tecniche e foniche, risiede nella fusione che l'organaro riuscì a compiere, degli indirizzi della Scuola Veneta e di quella Lombarda, arricchendo, sotto l'influsso di quest'ultima, la tavolozza sonora.
Sicuramente degni di essere ricordati gli organi Positivi, strumenti di piccole dimensioni, con ogni probabilità di scuola napoletana, quella Scuola che ha visto fiorire una splendida letteratura fra il '500 e il '700 : uno della seconda metà del Settecento, ed uno ottocentesco custoditi nella cripta della Cattedrale e presso il Seminario vescovile.
Di incerta attribuzione ma sicuramente opera di arte organarla veneta del Settecento lo strumento di Sant'Andrea in Riva. Durante i restauri all'organo (1984), all'intemo del parapetto della cantoria fu trovato fra le tavole un foglietto di carta, più volte ripiegato, ingiallito e smangiucchiato dai tarli su cui, con bella calligrafia, sta scritto: "1791, 20 Aprille, Treviso. Questa Cantoria è statta fatta dal Rev. Sig. D. Antonio Nassivera Parodio, di sua borsa. Costruitta da me Giuseppe Negratto, marangon e murer Trevisan, con disegno del Sig. Conte Giordanno Ricatti. - Memoria".
Per concludere è doveroso ricordare alcuni strumenti di recente costruzione che però ricalcano appieno la tecnica organarla del passato e che hanno contribuito ad arricchire la città di opere che consentono l'esecuzione di tutta la letteratura per organo: l'organo costruito nel 2000, anno del Giubileo, per la Cattedrale, dalle Ditte Organane Kuhn e Hradetzky, "con un quadro fonico orientale sulla concezione romantica moderata europea; lo strumento che si ispira principalmente ai modelli dell'organaria tedesca antica, in particolare di Gottfried Silbermann, adatto quindi soprattutto all'esecuzione della letteratura barocca tedesca e di Bach, costruito dall'organare Franz Zanin nel 1988 per la chiesa di Santa Bona; l'organo Dell'Orto e Lanzini di Arona del 1990 della chiesa di San Giuseppe, la cui disposizione fonica, nel colore dei suoi timbri e delle sue sonorità si ispira ai modelli della antica arte organarla franco-alsaziana ed infine l'organo in stile Rinascimentale italiano della ditta Francesco Zanin commissionato dalla Fondazione Cassamarca e collocato, anche grazie al contributo del Comune di Treviso, nella chiesa di Santa Caterina a coronamento del lavoro svolto in questi quindici anni dal Comitato Promotore del Festival organistico.
Se la città può annoverare un così consistente patrimonio di organi, di non minore interesse sono molti strumenti custoditi nelle pievi e nelle chiese della Marca.
Per brevità citiamo solo alcuni di questi gioielli di arte organarla.
Presso la Chiesa S. Maria in Colle in Montebelluna è custodito l'organo n. 423 della copiosissima produzione di Gaetano Callido, realizzato nel 1806 con la collaborazione dei figli Agostino e Antonio.
Sempre di Callido gli strumenti delle chiese di Cison di Valmarino, di Miane, Chiarano, Portobuffolè e Soligo.
Fu costmito nel 1758 per la chiesa di S. Maria dei Servi di Venezia, ma in seguito alla soppressione della chiesa veneziana in età napoleonica, nel 1812 trasferito a Caselle di Altivole lo strumento di Antonio Barbini, organare di Murano.
Di Pietro Nacchini. del 1746 l'organo della chiesa San Marco Evangelista in Caerano San Marco.
Di Giovanni Battista De Lorenzi gli organi di Santa Maria del Meschio e Santa Giustina a Vittorio Veneto, della Chiesa di San Cassiano a Quinto di Treviso e a Santa Maria di Feletto.
Per concludere ricordiamo gli organi della Chiesa di Santa Lucia di Piave, costruito nel 1892 da Gaetano Zanfretta ispirandosi fortemente ai modelli oltralpe particolarmente in Germania e in Francia ma conservando la struttura classica italiana, e di Fregona con l'organo di Zuane da Umana, la cui costruzione fu terminata nel 1783.

 
     
 

 
 

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