Saggi - La città di Treviso e provincia


 

La stazione ferroviaria di Mogliano

 

di Lorenzo Teston

 
 

 
     
 

Il 14 ottobre 1851 veniva solennemente inaugurata la linea ferroviaria Mestre-Treviso, la tratta costituiva uno dei pochi, ma funzionali rami della rete di trasporti su rotaia voluti dalle autorità austriache nel Lombardo Veneto.
Quando l’ambizioso progetto venne proposto, fu subito accolto con entusiasmo da tutti gli industriali e i commercianti del regno, che vedevano prospettarsi nuovi scenari di sviluppo e di conseguente ricchezza. Se per secoli traffici e commerci erano avvenuti via terra grazie a carrozzoni trainati da cavalli su strade più o meno buone, per via fluviale, dov’era possibile, ma le crescenti esigenze del tempo richiedevano ben altre strutture. Il Terraglio, che da sempre era stato indispensabile per la vita economica moglianese, non offriva le stesse opportunità di una via ferrata, nonostante le migliorie di età napoleonica. Un progetto pilota fu realizzato tra Milano e Monza nel 1836, per un totale di 13 chilometri. Il 25 febbraio dell’anno successivo fu costituita la società che avrebbe curato la realizzazione di collegamento tra i due capoluoghi: Milano e Venezia, la linea fu chiamata “Ferdinandea” in onore dell’imperatore d’Austria Ferdinando I.
Il progetto era però più ambizioso: nel 1840 vennero iniziati i lavori per il collegamento di Mestre e Padova, mentre il 25 aprile 1841 fu posata la prima pietra per il lungo ponte sulla laguna. I lavori continuarono a ritmi serrati per alcuni anni, mentre le comunicazioni tra isole e terraferma continuavano, come sempre, attraverso grossi barconi. Finalmente il 4 gennaio 1846 il primo treno di collaudo percorse il ponte appena finito, l’11 gennaio avvenne l’inaugurazione ufficiale alla presenza del maresciallo Radetzky, rappresentante dell’imperatore. Negli anni seguenti procedettero anche i lavori sulla Venezia-Padova che giunse fino a Verona, mentre da Milano il tratto della Ferdinandea raggiunse Bergamo, dove fu fermato. Poco dopo anche Treviso poté festeggiare il treno inghirlandato ed infiorato che veniva da Venezia, e così Mogliano fu tra i primi privilegiati paesi italiani a vantare una stazione ferroviaria. Un intervento così massiccio sul territorio da parte austriaca, se da un lato non esclude l’interesse per lo sviluppo economico del paese, dall’altro fa pensare alle reali esigenze che resero queste opere necessarie. Con il completamento, nel 1855, del tratto che da Treviso, attraverso Udine, giungeva al porto di Trieste ed il collegamento definitivo di Milano e Venezia nel 1857, il governo austriaco si assicurava un eccellente supporto di ordine militare e strategico, che garantiva una buona copertura sul territorio e collegamenti rapidi per spostamenti di truppe e materiale bellico.
La ferrovia fu per Mogliano motivo di sviluppo, tutte le attività economiche ne trassero beneficio, mentre i progressi del commercio moglianese comparivano sempre più spesso sulle pagine della cronaca locale. Dopo le guerre d’indipendenza la rete ferroviaria del Veneto, insieme a quella italiana, continuò a crescere consentendo collegamenti via via sempre più rapidi e diffusi.
Con la pace di Vienna del 1866, il Regno d'Italia giungeva a comprendere il Veneto. Così anche la rete ferroviaria di questa regione passò sotto il controllo della società Adriatica, che gestiva già gli altri tratti della vecchia “Ferdinandea”. Fu proprio tale società a portare a termine, nel 1867, i collaudi sul troncone Venezia-Treviso. Tuttavia, a pochi anni dal termine dei controlli, il volume del traffico era tale che, da numerose amministrazioni locali, si richiedevano ampliamenti.
Anche Mogliano non era esente da polemiche; a lamentarsi erano soprattutto i coltivatori di pesche, la stazione infatti non riusciva a far fronte, in tempi brevi, alla grande quantità di prodotto da spedire.
Le proteste più accese scoppiarono tra giugno e luglio del 1896. I commercianti lamentavano gli scarsi magazzini, la mancata costruzione di un altro binario e l’alta pericolosità delle operazioni di carico e scarico merci. Ma ancora a dicembre non c’era nulla di fatto.
In un lungo sevizio sulle ferrovie della provincia di Treviso, apparso sul Gazzettino del 12 maggio 1906, a proposito di Mogliano si legge: “Da molto tempo sono vivissimi i reclami del pubblico per l’insufficienza degli impianti e dei locali della stazione. In particolare si osserva che l’unico binario che serve per le operazioni di carico e scarico delle merci è brevissimo ed affatto inadeguato al bisogno. Manca il magazzino delle merci a grande velocità usufruendo ora di un vecchio vagone sgangherato. L’illuminazione è oltremodo trascurata”.

 
     
 

 
 

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